Il caso legato a Rocco Casalino e i contenuto diffamatori pubblicati nei suoi confronti. Cosa è successo e il risarcimento.
Di recente si è trovato a parlare, viste le sue capacità in tema comunicazione, di alcune “strategie” utilizzate da Giorgia Meloni. Ora, invece, Rocco Casalino è stato protagonista in prima persona di una vicenda che li ha visto ricevere un maxi risarcimento dopo alcuni contenuti ritenuti in Tribunale “diffamatori”. I dettagli.

Rocco Casalino. la rivincita e il maxi risarcimento
Rocco Casalino ha ottenuto una vittoria giudiziaria nei confronti di Dagospia. Il Tribunale di Brindisi ha infatti stabilito che l’ex portavoce di Giuseppe Conte a Palazzo Chigi dovrà essere risarcito dal sito e dal suo direttore Roberto D’Agostino per una somma complessiva di 75mila euro, in relazione a contenuti ritenuti diffamatori. La cifra è suddivisa in 35mila euro per la diffamazione di media gravità e 42mila per quella considerata di elevata gravità.
La sentenza prevede inoltre che tutti gli articoli e i post contestati vengano rimossi in maniera immediata e definitiva entro cinque giorni. Per ogni eventuale giornata di ritardo è stata fissata una penalità di 500 euro. Dagospia e il suo direttore dovranno anche sostenere le spese necessarie per pubblicare il dispositivo della sentenza su tre quotidiani nazionali: Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore e La Gazzetta del Mezzogiorno. A queste disposizioni si aggiunge la condanna al pagamento di oltre 14mila euro per le spese processuali.
I contenuti contestati: i dettagli
Al centro della causa ci sono diversi contenuti pubblicati sul sito. Uno degli articoli riguardava il periodo in cui Casalino faceva parte dello staff dell’allora presidente del Consiglio e il suo presunto ruolo nell’ascesa di Beppe Convertini alla conduzione de ‘La Vita in Diretta-Estate’. Il pezzo era accompagnato da fotografie che, secondo quanto riportato nella sentenza, contribuivano a costruire un’immagine “buia” del personaggio politico.
Un’altra pubblicazione, ripresa dall’Espresso, conteneva nel titolo un giudizio particolarmente pesante nei confronti di Casalino, definito come il portavoce più “implausibile, arrogante, volgare” della Presidenza del Consiglio.
A incidere maggiormente sull’entità del risarcimento sarebbe stato però un post pubblicato il 21 maggio 2020 dal profilo social Dagocafonal. Nel fotomontaggio comparivano Conte e Casalino, con alle loro spalle un cartello recante un insulto omofobo. Il contenuto aveva inoltre provocato numerosi commenti dello stesso tenore. In questo caso il tribunale non ha considerato tali reazioni riconducibili alla satira.
Roberto D’Agostino, interpellato dall’Adnkronos, ha commentato la decisione con ironia, annunciando il ricorso in appello e sottolineando di conoscere bene i rischi legati al proprio mestiere.